I parchi naturali in Sardegna

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Ricchissima di parchi, aree protette e monumenti naturali , la Sardegna può essere eletta meta preferenziale da quanti amano le vacanze alla scoperta di oasi paesaggistiche incontaminate, da chi vorrebbe organizzare gite e viaggi all'aria aperta, non limitandosi alle spiagge e al mare.

In particolare, i parchi – nazionali e regionali, le aree marine e i monumenti naturali - racchiudono elementi di rilevante interesse naturalistico.

Parchi nazionali e parchi regionali

I parchi nazionali sono aree che, grazie al grande rilievo per motivi naturalistici, culturali o educativi, sono poste sotto tutela dello Stato per assicurarne la conservazione alle generazioni presenti e future.

La definizione è identica per i parchi regionali , con l’unica variante del sistema omogeneo all'interno di regioni limitrofe. Si tratta quindi di zone naturali bellissime che lo Stato prende in carico per assicurarne fruibilità e godimento anche ai posteri.

Arcipelago di La Maddalena Uno dei più importanti è quello dell’ Arcipelago di La Maddalena : esso comprende 5.000 ettari di superficie terreste e 15.000 di superficie marina, con una ricchezza di fauna e di flora smisurata e una biodiversità importantissima. La Maddalena è raggiungibile via mare, con traghetti in partenza dal porto di Palau , distante da Olbia circa 40 minuti.

Fra i parchi regionali , vogliamo citare quello Sette Fratelli Monte Geni , a sud, nella provincia di Cagliari . I rilievi presenti nel parco non superano i 1000 metri di quota, ad esclusione del Serpeddì (1069m). Il parco è raggiungibile percorrendo la SS 125 in direzione Muravera fino a raggiungere il valico S'Arcu e Tidu.

Aree marine protette

Isola dell'Asinara Cala Sabina Una delle più giovani Aree Marine Protette è quella di Tavolara – Punta Coda Cavallo , istituita nel 1997, che si estende per 15.000 ettari, dalla zona sud di Olbia alla zona sud di San Teodoro . Tutta l’area è suddivisa in tre zone con differenti livelli di protezioni, salvaguardia e limitazioni. In ogni caso, in tutte e tre è vietata la libera navigazione, l’ancoraggio delle navi e ogni attività che prevede contatto con i fondali. Balneazione, pesca e immersioni avvengono solo dove consentito e solo se autorizzati. L’ente gestore organizza varie attività: immersioni, escursioni, dolphing watching e molto altro su cui è possibile ricevere informazioni presso gli info point presenti a San Teodoro o a Porto San Paolo .

L' AMP dell'Asinara , istituita nel 2002, rientra nel comune di Porto Torres ; l’isolamento lunghissimo ha conservato un patrimonio naturalistico inestimabile che si estende per oltre 10.000 ettari nel mare intorno all'isola e per 70 chilometri di costa. Nonostante le testimonianze archeologiche rivelino la presenza umana fin dal neolitico, la sua storia coincide con dispositivi di isolamento: stazione sanitaria di quarantena, campo di prigionia nella Grande Guerra e supercarcere negli anni ’70 hanno mantenuto completamente intatte alcune parti dell’isola. La visita all'area è organizzata da imbarcazioni, oppure da charter a vela; è inoltre possibile effettuare immersioni con i centri autorizzati. Il collegamento marino è attivato da Porto Torres e da Stintino .

Monumenti naturali

Capo d'Orso Sono così chiamati quegli oggetti della natura che si distinguono dalle forme simili e si impongono all'attenzione e alla necessità di tutelarli. Ad esempio, a Palau , porto d’accesso per l’Arcipelago della Maddalena, se ne trova uno veramente caratteristico e impressionante: il promontorio di Capo d’Orso . Formatosi grazie all'effetto dell'erosione, la struttura granitica assume un aspetto di scultura zoomorfa con il capo rivolto verso il mare. Il nome gli venne dato nell'antichità, infatti questo promontorio era noto già nel II secolo d.C., come attesta il geografo Claudio Tolomeo . La roccia, alta 122 metri sopra il livello del mare, si raggiunge da Palau percorrendo la via Capo d’Orso fino al forte, per poi proseguire a piedi.

Nella Sardegna sud-orientale, esattamente, nella provincia dell’ Ogliastra , si trova un altro di questi monumenti naturali: la Scala di San Giorgio , ricorda il santo che fu vescovo di Barbagia e Suelli nell'undicesimo secolo. Ha l’aspetto di una profondissima gola – infatti viene chiamata anche Gola di San Giorgio – che collega due valli. Scavata in mezzo alle pareti di roccia calcarea a causa della fatturazioni verticali dell’altopiano. La gola, percorsa da una lingua di asfalto, si trova a pochi chilometri dal Comune di Osini .